News
Nel numero di ottobre 2025 di National Geographic Italia, Fabiano Ventura ci riporta all’epoca “romantica” della topografia montana, prima dell’avvento dei GPS, quando determinare l’altezza di una cima era un’impresa che fondeva scienza e avventura.
L’articolo ripercorre le tecniche con cui, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, i topografi determinavano l’altezza delle vette: dalla triangolazione con il teodolite alla livellazione trigonometrica, fino ai primi utilizzi della fotogrammetria aerea. Un lavoro straordinario, reso ancora più arduo dalla necessità di correggere i calcoli per la curvatura terrestre e la rifrazione atmosferica: solo in giornate eccezionalmente terse era possibile ottenere misurazioni attendibili.
Il testo è corredato da una fotografia storica di Vittorio Besso (Lago di San Grato, Valgrisenche, 1875 ca.), che ritrae i topografi al lavoro sulle Alpi Graie: un’immagine che restituisce perfettamente lo spirito di quell’epoca. Questa eredità di precisione continua oggi: come sottolineato nel testo, l’integrazione tra i metodi storici e quelli moderni sta permettendo di ridefinire la classifica delle vette più alte del mondo.
Attraverso lo sguardo di Ventura, la fotografia non è solo un atto estetico, ma uno strumento fondamentale per la mappatura e la comprensione del mondo verticale, unendo la dedizione del passato alle tecnologie satellitari del presente.
Scarica l’articolo al seguente link